Acque reflue agricole

Acque Reflue: Depurazione e Riutilizzo in Agricoltura/Alimentare

Senza acqua non c’è vita, senza acqua non si coltiva e non si produce.

Senza acqua sulle nostre tavole non avremmo niente, senza acqua non sarebbe possibile produrre vino, formaggio, pasta, frutta, carne, verdure e tutto quello che fa parte della nostra vita quotidiana.

Dorabaltea che opera da oltre 20 anni nel settore della depurazione delle acque reflue lo sa molto bene e quotidianamente è al fianco dei propri clienti per aiutarli a trasformare il problema della gestione delle acque di scarico in una nuova risorsa ambientale ed economica.

Le fonti di approvvigionamento di acqua che maggiormente utilizziamo sono pozzi, fiumi, laghi, acquedotti dai quali preleviamo risorsa idrica per le nostre attività ed una volta contaminate le sversiamo come un “rifiuto”, le tecnologie Dorabaltea sono in grado di trattare e trasformare queste acque di scarto in una nuova fonte di approvvigionamento a costo zero da aggiungere a quelle abituali. L’acqua, infatti, a differenze di energia elettrica e gas una volta utilizzata può essere riutilizzata.

L’acqua è un elemento determinante nella vita di tutti i giorni, per questo anche per agricoltori, aziende agricole e produttrici di alimenti che quotidianamente consumano enormi quantitativi di acqua per l’irrigazione ed in generale per le attività trasformazione agroalimentare e di allevamento. L’acqua è un bene prezioso che non va sprecato, ma purtroppo oggi stiamo assistendo ad uno consumo idrico eccessivo che ha un impatto diretto non solo sulla salute del pianeta ma sempre di più sulla sussistenza economica delle aziende.

Per ridurre lo spreco idrico e adottare azioni virtuose, che aiutino a ridurre i consumi in termini economici e a limitare l’impatto ambientale, è necessario utilizzare tecnologie specifiche in grado di trasformare le acque reflue generate dalle lavorazioni agricole, turistiche, agroalimentari ed industriali in una nuova risorsa idrica, nell’ottica di una gestione più sostenibile. Le acque reflue, opportunamente trattate e depurate, possono essere riutilizzate in un secondo ciclo di vita. Tra l’altro negli anni compresi tra il 2024 ed il 2027 le aziende agricole ed anche industriali, possono usufruire ad importanti contributi in forma di fondo perduto e bonus fiscali, messi a disposizione dall’Europa, dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalle Regioni per dotarsi di depuratori all’avanguardia, in grado di depurare le acque reflue secondo gli standard e le normative di legge nazionali ed internazionali.

Nei seguenti paragrafi analizziamo proprio l’importanza del riutilizzo delle acque reflue, i benefici economici e per l’ambiente, il funzionamento dei depuratori e alcuni casi studio che ci aiutano ad avere una visione generale della questione.

L’importanza del riutilizzo delle acque reflue

Riutilizzo acque reflue nelle cantine e settore agroalimentare

Per comprendere l’importanza del riutilizzo delle acque reflue dobbiamo fare un passaggio sul concetto di impronta idrica, che indica la quantità delle risorse idriche utilizzate per produrre beni e servizi consumati dalla popolazione. Quando pensiamo all’impronta idrica di ognuno di noi non bisogna parlare solo dell’acqua utilizzata per lavarsi, ma è opportuno fare un ragionamento più ampio e considerare anche il consumo indiretto generato per produrre quel tipo di bene e/o servizio.

 

Restando nell’ambito agricolo, ecco quanta acqua serve per la produzione dei seguenti prodotti che finiscono quotidianamente sulle nostre tavole:

  • 1 bicchiere di vino: 120 litri di acqua;
  • 1 pomodoro: 13 litri di acqua;
  • 1 tazzina di caffè: 140 litri di acqua;
  • 1 arancia: 50 litri di acqua;
  • 1 patata: 25 litri di acqua;
  • 1 hamburger: 2400 litri di acqua;
  • 1 pezzo di formaggio: 2500 litri di acqua;
  • 1 uovo: 135 litri di acqua;
  • 1 bistecca di bovino: 4650 litri di acqua;
  • 1 petto di pollo: 1170 litri di acqua;
  • 1 fetta di pane: 40 litri di acqua.

 

Numeri impressionanti e, considerando la crescita costante della popolazione mondiale e il boom del consumo di massa, la domanda continuerà ad aumentare nei prossimi anni fino a diventare insostenibile. Esistono diverse soluzioni, quella immediatamente praticabile con risultati immediati è: la depurazione delle acque reflue, cioè quelle utilizzate nelle attività umane, domestiche, industriali e agricole. In ogni produzione l’acqua potabile viene in contatto con varie sostanze organiche e inorganiche che possono essere dannose per la salute e per l’ambiente e che rimangono disciolte nell’acqua. Per far tornare queste acque una nuova risorsa pulita e sana, vanno prima depurate con apposite tecnologie e, una volta trattate completamente, possono essere immesse nuovamente in natura senza arrecare danno all’ambiente circostante.

 

In commercio esistono diversi sistemi di depurazione, quelli di Dorabaltea hanno caratteristiche uniche in quanto a sostenibilità dei materiali, ridotti consumi elettrici, adattabilità ai cicli produttivi delle aziende, facilità di gestione, economicità, rispetto di tutte le leggi ambientali e possono essere applicati in molteplici ambiti. Dorabaltea offre un’ampia gamma di soluzioni versatili e adattabili per ogni necessità aziendale. In questo modo si rispettano le leggi ambientalmente sempre più stringenti, si può contribuire in maniera tangibile alla lotta contro lo spreco idrico e adottare una gestione sostenibile delle risorse idriche nel settore agricolo e alimentare.

 

Il riutilizzo delle acque trattate consente anche di limitare il prelievo da fonti naturali e di ridurre l’inquinamento, contribuendo alla protezione degli ecosistemi e della biodiversità. Attingere eccessivamente risorse idriche dalla natura è un problema, poiché provoca sconvolgimenti che impattano direttamente sulla flora e anche sulla fauna locale ma a volte è addirittura impossibile farlo per la mancanza di questa risorsa oppure per la presenza di acqua non utilizzabile come quella salata o contaminata. Negli sconvolgimenti climatici a cui stiamo assistendo c’è anche la mano dell’uomo, ma con l’utilizzo sapiente e moderato delle acque reflue è possibile innalzare un baluardo contro il consumo idrico nel settore agricolo, turistico, agroalimentare, industriale e residenziale.

 

Salvaguardare l’ambiente è una pratica non solo etica, ma necessaria anche per tutelare gli ecosistemi che contribuiscono ai vari cicli di produzione.

 

 

Infine, i depuratori di acque reflue rappresentano un’arma molto potente contro la crisi idrica e la siccità, un problema che ha colpito l’Italia intera da nord a sud nei periodi estivi, ma anche invernali. L’elevata discontinuità e l’imprevedibilità delle precipitazioni abbinate al prosciugamento di alcuni fiumi negli ultimi anni hanno causato seri danni all’agricoltura, che rappresenta uno dei settori trainanti del nostro paese.

 

Se non arriva acqua “fresca” dal cielo, allora bisogna ottimizzare quella già a disposizione. Ed è qui che entrano in gioco i depuratori delle acque reflue di Dorabaltea, che per l’appunto trattano e depurano risorse idriche già presenti per renderle fruibili nelle attività di tutti i giorni. Anche se non piove in abbondanza, agricoltori e aziende agricole hanno comunque la possibilità di attingere ad acqua pulita e contenere così i danni provocati dalla siccità.

Vantaggi economici e contributi statali

Secondo un rapporto Unesco di qualche anno fa il consumo globale di acqua è aumentato di 6 volte negli ultimi 100 anni. Una crescita dettata non solo dall’aumento della popolazione, ma anche dal cambiamento dei modelli di produzione sempre più intensivi e della gestione delle risorse idriche. Da non dimenticare poi i cambiamenti climatici che hanno aggravato la crisi idrica, rendendo difficile reperire acqua in alcune zone del mondo e per determinati periodi dell’anno.

 

In molti settori, come quello agricolo ed industriale, è richiesto un notevole quantitativo di acqua per completare il ciclo produttivo, che chiaramente incide sul budget aziendale in termini di costi. L’installazione di depuratori delle acque reflue aiuta non solo a ridurre i consumi e alleggerire le bollette dell’acqua, ma anche a garantire un futuro più sostenibile.

 

I reflui dei processi produttivi, una volta depurati da inquinanti e sedimenti, possono essere riutilizzati nel ciclo produttivo assicurando un grande risparmio in termini di costi, spese energetiche e risorse. I vantaggi derivanti dall’uso di depuratori di acque reflue sono di due tipi:

  • ambientali: il riutilizzo favorisce lo sviluppo di un’economia circolare che riduce la richiesta di acqua, donandole una seconda vita;
  • economici: si riducono notevolmente i costi per l’approvvigionamento idrico, consentendo alle aziende di destinare ad altre attività le risorse economiche risparmiate. Rispetto a qualche anno fa il costo dell’acqua è aumentato di 3-4 volte e quindi è facile comprendere quanto sia essenziale risparmiare e ridurre i costi tramite il riutilizzo;
  • commerciali: la tendenza del mercato è quella di premiare le aziende sostenibili e con basso impatto idrico, per questo molte catene di vendita acquistano dai produttori sostenibili anziché da aziende ad elevata impronta sull’ambiente. Sempre di più sono richieste certificazioni specifiche come, ad esempio, Equalitas e Viva per il settore vitivinicolo ma anche la futura ESG per tutti i comparti industriali.

 

I sistemi di trattamento delle acque reflue Dorabaltea sono completamente automatizzati e possono gestire in autonomia quasi tutto l’intero processo di depurazione con una presenza umana qualificata a supporto. Inoltre è possibile fruire degli incentivi e dei contributi statali, nell’ottica di una produzione sempre più green ed ecosostenibile. Tra questi rientrano PNNR, PSR, OCM, PIF, ZES, TRANSIZIONE 5.0 e contributi regionale già a partire dal 2024. Queste misure sono strutturate per elargire contributi a fondo perduto e crediti di imposta fino ad un massimo del 60% a seconda della tipologia di intervento.

Esiste in alcuni casi la possibilità di sommare i contributi ma questo va valutato caso per caso con il proprio consulente.

Come funziona un depuratore di acque reflue?

Come funziona un depuratore di acque reflue

Le acque reflue, prima di poter essere restituite alla natura, devono essere adeguatamente trattate e depurate. Analizziamo per grandi linee qual è il processo che consente alle acque reflue di liberarsi di tutti gli inquinanti ed essere così reimmessa in natura senza alcun pericolo.

 

L’acqua viene innanzitutto raccolta dai sistemi fognari private o pubbliche che la portano negli impianti di depurazione. Ecco gli step principali:

  • grigliatura: questo è il primo processo di trattamento, durante il quale l’acqua passa attraverso delle griglie che bloccano il materiale inquinante più o meno grossolano;
  • sedimentazione: nell’acqua sono presenti solidi sospesi e contaminanti grossolani che devono subire una prima separazione attraverso un fenomeno fisico di sedimentare naturalmente nelle vasche da dove viene poi inviata al comparto biologico;
  • disoleatura: ove necessario, l’acqua viene ripulita anche dai grassi e dagli oli. Questa fase può essere effettuata tramite semplice separazione fisica, il grasso più leggero viene a galla, oppure si inserisce aria nelle vasche per far riaffiorare gli oli e i grassi.

 

Nelle fasi di sedimentazione si utilizzano appositi sedimentatori, impiegati nelle vasche di sedimentazione primaria per favorire il deposito dei solidi sedimentabili. In seguito, l’acqua subisce il trattamento con ossidazione biologica. Nella vasca viene immessa dell’aria, così l’ossigeno dona ai batteri la quantità di aria necessaria per la loro sopravvivenza ed essendo presenti nell’acqua si nutrono di tutte le sostanze organiche contaminanti in essa contenute. Con l’aggregazione dei batteri si formano fiocchi di fanghi che precipitano al fondo perché sono più pesanti.

 

A questo punto l’acqua è pronta per essere ulteriormente chiarificata e separata dai fanghi attivi, per essere idonea allo scarico, dee quindi subire un’ultima fase di sedimentazione che si può differire dal tipo di tecnologia utilizzata.

  • Sedimentazione secondaria o filtrazione : questa fase ha due scopi, il primo è evitare che il fango biologico non venga scaricato con le acuq depurate e rimanendo all’interno del reattore biologico continui la sua azione depurativa, il secondo è quello di rendere l’acqua depurata idonea al riutilizzo sia per uso industriale che irriguo, permettendo così di attenere una nuova risorsa idrica sana e pulita dalle acque di scarico senza doverne acquistare di nuova dall’acquedotto oppure da attingere dai pozzi.

A questo punto l’acqua è pulita, ma c’è un ultimo passaggio da fare per immettere l’acqua in natura senza problemi e cioè la disinfezione. L’acqua viene disinfettata per eliminare ogni residuo nocivo rimasto. Conclusa la linea acque, sono rimasti ancora i fanghi che vengono recuperati dal fondo delle vasche di sedimentazione per essere trattati nuovamente. I fanghi subiscono processi di ispessimento e di disidratazione, così da poter essere smaltiti più facilmente. Il ciclo è concluso e l’acqua è pronta per essere distribuita in natura senza alcun problema.

 

Adesso ci possiamo concentrare sul funzionamento di alcuni dei modelli più efficienti e performanti di Dorabaltea adatti sia al settore domestico, come AT PLUS R, sia al settore agroindustriale, come MBAS e MBR.

Funzionamento di AT PLUS R

Funzionamento di AT PLUS R

AT OVAL PLUS R è un depuratore monoblocco alla portata di tutti, facile da installare e manutenere che si basa sulla tecnologia brevettata con flusso verticale a labirinto (Vertical Flow Labyrinth – VFL). Il prodotto viene spedito direttamente in sito pronto per l’installazione e i processi biologici sono auto-attivanti, quindi non c’è bisogno di aggiungere reagenti chimici o biologici.

 

Le fasi del processo sono principalmente 3 e avvengono tutti all’interno dello stesso serbatoio:

  1. camera non aerata con labirinto a flusso verticale: il refluo grezzo entra nella prima camera dove avviene la sedimentazione dei materiali grossolani e anche la prima degradazione dell’azoto e del fosforo;
  2. camera aerata: in seguito il liquame pre-trattato viene immesso per gravità, quindi senza l’uso di pompe, in un ambiente aerobico dove si verifica la depurazione per via biologica delle sostanze organiche e dell’azoto. L’intero processo si compie tramite il soffiaggio di bolle finissime di ossigeno nella camera, utili ad attivare il metabolismo dei microrganismi responsabili del processo biologico. La camera aerata e la camera non aerata sono in collegamento tra di loro grazie ad una linea di ricircolo interna dei fanghi;
  3. camera di chiarificazione finale: l’effluente viene affinato con un’ulteriore sedimentazione, dove le ultime impurità solide vengono separate dalla fase liquida. L’effluente finale a questo punto è depurato dai solidi e dagli inquinanti e può essere immesso nell’ambiente. In caso di picchi di portata entra in gioco un apposito spazio di ritenzione integrato posizionato nella camera aerata, che funge da limitatore di flusso e che porta a termine il processo di sedimentazione senza problemi. Inoltre, il ricircolo dei fanghi di supero è garantito da una linea di fanghi che non usa pompe sommerse ma solo un air-lift, mentre la portata dell’effluente in uscita è controllata con un regolatore di flusso.

Sistema multistadio MBAS

 

 

Un’altra valida alternativa è il sistema multistadio MBAS, un innovativo processo di depurazione biologica che offre ottime prestazioni in termini di depurazione delle acque reflue e che riesce a gestire tutte le varianti di carico sia idraulico che organico dei rifiuti reflui provenienti da attività di lavorazione agroalimentare.

 

I liquami prodotti dall’attività vengono raccolti da una rete di tubazioni e poi incanalati verso l’impianto biologico con la tecnologia MBAS® DORABALTEA che effettua una depurazione biologica avanzata multi-stadio.

 

Nella prima fase, chiamata pretrattamento, avviene la sedimentazione nel primo comparto dei materiali grossolani contenuti nei liquami che, grazie alla sola forza di gravità, vengono separati dalla frazione liquida per poi accumularsi sul fondo effettuando una prima purificazione.

 

Si passa poi alla seconda fase multistadio ad ossidazione biologica avanzata MBAS®. Le acque pretrattate finiscono per gravità dentro l’impianto, dove si creano le condizioni ideali per lo sviluppo e la proliferazione dei batteri, i fanghi attivi, deputati alla rimozione biologica e naturale di tutti gli inquinanti.

 

Nelle camere di ossidazione MBAS® sono anche installati dei diffusori in materiali plastici microforati che immettono aria e ossigeno nei liquami tramite una soffiante installata nell’apposito locale tecnico. L’ossigeno viene usato da questi batteri che svolgono le loro funzioni vitali in ambiente aerobico nutrendosi degli inquinanti presenti nel liquame che proviene dalle lavorazioni.

 

Grazie all’energia chimica degli inquinanti i fanghi attivi in parte accrescono e in parte li trasformano in sostanze non pericolose per l’ambiente come anidride carbonica, acqua o azoto gassoso. Si susseguono diversi multi-stadi di ossidazione che riescono ad adattarsi di volta in volta alle oscillazioni di carico che sono tipiche dei liquami agroalimentari, ottenendo una serie di benefici come: massima flessibilità, maggiore sostenibilità ambientale, riduzione dei costi energetici e di manutenzione.

 

L’impianto può garantire ottimi rendimenti con i picchi di carico stagionale, come ad esempio nella vendemmia per le utenze vitivinicole, ma la tecnologia MBAS® riesce a ridurre considerevolmente i consumi nel periodo di basso carico, dove il multi-stadio biologico può essere modulato per ridurre la potenza erogata. Inoltre, la tecnologia MBAS® DORABALTEA è in grado di raggiungere i rendimenti depurativi desiderati nel pieno rispetto delle normative nazionali e locali, riducendo contemporaneamente i costi gestionali e i costi di manutenzione e allungando i cicli di vita delle apparecchiature.

Funzionamento di reattori biologici a membrane MBR

I depuratori MBR sono sistemi di depurazione delle acque che integrano la tecnologia tradizionale a fanghi attivi con un sistema a membrana per la separazione di acqua e solidi. La superficie delle membrane è caratterizzata da una notevole porosità che consente di filtrare l’acqua e trattenere nella vasca le particelle di dimensioni maggiori di quelle dei pori.

 

Per contenere lo sporcamento delle fibre sono presenti dei sistemi a bolle grosse che hanno lo scopo di scuotere le membrane, facilitando così il distacco del fango che lentamente si deposita sulla superficie esterna, dove bisogna aggiungere periodici controlavaggi con appositi reagenti per ripristinare la capacità di filtrazione delle superfici.

 

Le configurazioni impiantistiche usate per realizzare un impianto MBR sono principalmente due:

  • unità di filtrazione esterna;
  • unità di filtrazione sommersa, che consente di inserire le unità di filtrazione direttamente nella vasca di ossidazione.

 

Un impianto MBR presenta molti vantaggi rispetto ad un tradizionale sistema a fanghi attivi, dal momento che non viene usata la sedimentazione secondaria e quindi viene aumentata la concentrazione dei solidi nella vasca aerata, consentendo di ridurre i volumi di ingombro e ottenere una filiera di trattamento più compatta. Visto che non è presente un comparto di sedimentazione, saranno eliminate di colpo tutte le problematiche e le criticità causate da una cattiva sedimentabilità del fango, ottenendo un refluo finale in uscita dalle eccellenti caratteristiche qualitative. Tali impianti sono anche molto versatili dal momento che possono essere usati in vari contesti come quello domestico, industriale o per l’upgrade di impianti già esistenti.

 

Inoltre, questa particolare tecnologia assicura un elevato livello di separazione acqua-solidi e consente di ottenere un refluo in uscita di ottima qualità. In questo modo si rispettano gli standard qualitativi previsti dalle normative legate allo scarico nell’ambiente e si ottengono acque riutilizzabili nei cicli produttivi industriali.

 

Si è rivolta a Dorabaltea l’azienda agricola azienda Agricola Borgo Scopeto e Caparzo di Montalcino che nei suoi 200 ettari produce vini di eccelsa qualità nelle splendide zone pregiate del Brunello di Montalcino. Per prima cosa c’è stato un primo intervento di valutazione per raggiungere gli obiettivi prefissati come: garantire efficienza depurativa eccellente e costante; ridurre i costi gestionali; ottimizzare la manutenzione e il controllo dell’impianto. Dall’analisi è emersa una spiccata stagionalità tipica delle attività vitivinicole, con picchi nel periodo di vendemmia e basso carico durante la primavera. In una situazione del genere si è optato per il sistema modulare MBAS® di Dorabaltea.

 

L’impianto è composto da:

  • un pozzetto di grigliatura manuale: utile a trattare i materiali grossolani presenti nei liquami;
  • una vasca di equalizzazione e neutralizzazione: la portata di liquami in ingresso all’impianto viene omogeneizzata sulle 24 ore da un’elettropompa sommergibile collegata a sensori di livello e a un PLC. Inoltre il sistema di dosaggio di soda caustica collegato a pHmetro permette di neutralizzare il pH dei liquami che altrimenti sarebbe acido;
  • ossidazione biologica ad alto carico: in questo primo stadio di ossidazione un particolare gruppo di batteri metabolizza gli inquinanti presenti nei liquami, per poi trasformarli in biomassa organica sedimentabili e in sostanze innocue per l’ambiente come acqua, anidride carbonica e azoto gassoso. Inoltre a valle della sezione di ossidazione è presente un sedimentatore per la decantazione sul fondo dei fanghi biologici e il loro ricircolo;
  • ossidazione biologica a basso carico: in questo secondo stadio di ossidazione si compie l’affinamento finale dell’acqua trattata. I liquami, grazie ad un processo biologico, vengono ulteriormente chiarificati per dare un effluente che rientri nei limiti previsti per lo scarico in corso idrico superficiale. A valle della sezione di ossidazione è inoltre presente un sedimentatore per il ricircolo dei fanghi biologici sia in testa all’impianto che nella vasca di ossidazione a basso carico.

 

L’intera tecnologia viene gestita con un pratico sistema di telecontrollo e di telegestione installato nel quadro elettrico, tramite il quale è possibile monitorare 24h l’impianto ed eventualmente modificare a distanza i parametri operativi dove le condizioni di lavoro in cantina lo richiedono.

 

 

In generale l’impianto modulare MBAS® Dorabaltea a servizio dell’azienda Agricola Borgo Scopeto e Caparzo di Montalcino offre i seguenti vantaggi:

  • semplicità di costruzione;
  • costi di gestione ridotti al minimo;
  • sistema modulare che si può facilmente ampliare;
  • massima affidabilità;
  • compattezza planimetrica indicata per spazi ridotti;
  • totale assenza di aerosol che può provocare problemi di natura igienica e ambientale;
  • massima robustezza e durabilità dei materiali;
  • ottimizzazione dei costi di gestione;
  • supporto tecnico post vendita durante le fasi di esercizio.

 

 

C’è anche l’azienda Agricola San Felice, sita in piano Chianti Senese, che produce vini di alta qualità, dalla forte componente esperienziale e a basso impatto ambientale.

San Felice è un’azienda vitivinicola presente nel cuore del Chianti Classico, a pochi chilometri da Siena da oltre 1000 anni. Da nobile tenuta si trasformò in un’importante azienda vitivinicola che da subito si fece notare per la grande qualità ed innovazione dei suoi prodotti, qui nel 1968 nasceva il primo Supertuscan del Chianti Classico, il Vigorello. Si estende su 140 ettari di superficie, l’85% della quale è coltivata a Sangiovese a testimonianza dell’impegno di San Felice nella produzione di un Chianti Classico a forte impronta territoriale.

Oggi l’azienda è nota anche per il suo Resort, proposta di accoglienza di elevato livello ed anche per il suo approccio ambientalmente sostenibile.

Nel 2020 San Felice viene premiata ancora da Wine Spectator fra le 34 migliori cantine d’Italia e fra le 9 top in Toscana.

Oggi le proprietà di San Felice si estendono su un totale di circa 1700 ettari di cui circa 185 vitati nelle tre zone produttive più prestigiose della Toscana.

L’intervento voluto dalla proprietà ha previsto la costruzione di un impianto di depurazione con tecnologia MBR che consente alle acque di scarico provenienti dalle attività di accoglienza, ristorative e di produzione enologica di essere trasformate in una nuova risorsa idrica sana, pulita ed idonea al riutilizzo per l’irrigazione.

La filiera è composta da un impianto monoblocco in calcestruzzo costruito in opera :

  • un sistema automatico di grigliatura: utile a trattare i materiali grossolani presenti nei liquami;
  • una sezione di equalizzazione e neutralizzazione: essendo i liquami di scarico soggetti ad elevata discontinuità, le acqua reflue in ingresso vengono omogeneizzate per essere distribuite nelle fasi biologiche successive in maniera costante sulle 24 ore attraverso un sistema di carico automatico comandato da sensori di livello e da un PLC. Inoltre è presente un sistema automatico di dosaggio di prodotto collegato a pHmetro necessario alla neutralizzazione del pH che nei liquami di cantina è solitamente acido;
  • ossidazione biologica: in questa sezione avviene il processo biologico di degradazione ad ossidazione dei contaminanti, nella quale batteri naturali presenti in natura e specializzati metabolizzano gli inquinanti presenti nelle acque di scarico, per poi trasformarli in biomassa organica innocua per l’ambiente come acqua, anidride carbonica e azoto gassoso.
  • Sezione ispessimento fanghi: in questa sezione viene stoccato il fango biologico in eccesso nella sezione di ossidazione, che si accumula durante il periodo di vendemmia e viene riutilizzato nel periodo di bassa attività dell’azienda come nutrimento per i batteri.
  • ultrafiltrazione a membrana MBR : a valle della sezione di ossidazione biologica è inoltre presente una innovativa tecnologia di trattamento che sostituisce il comparto di sedimentazione presente in altre tecnologie. L’MBR consente infatti di ultrafiltrare le acque prima di essere scaricate, togliendo così da essere tutto il materiale organico ancora presente nell’acqua depurata inclusi i micro-inquinanti e virus, rendendo così l’acqua idonea allo stoccaggio nel lago per il riuso ad uso irriguo

 

 

L’intero processo depurativo viene gestito attraverso un sistema all’avanguardia di telecontrollo e di telegestione installato nel quadro elettrico, tramite il quale è possibile monitorare e gestire in tempo reale e da remoto i parametri operativi dove le condizioni di lavoro in cantina lo richiedono.

 

In generale l’impianto MBR Dorabaltea a servizio dell’azienda Agricola San Felice offre i seguenti vantaggi:

  • garanzia di efficienza depurativa;
  • massima affidabilità;
  • compattezza planimetrica indicata per spazi ridotti;
  • adattabilità alle caratteristiche stagionali dell’attività;
  • massima robustezza e durabilità dei materiali;
  • ottimizzazione dei costi energetici;
  • supporto tecnico post vendita durante le fasi di esercizio.

 

Per scoprire di più sull’impianti di depurazione delle acque reflue leggi qui