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Cantine vitivinicole

Soluzioni per reflui di cantine vitivinicole: trattamento acque di lavaggio, scarichi organici e picchi stagionali di produzione.

Trattamento Reflui Enologici per Cantine Vitivinicole

Il trattamento dei reflui prodotti durante la vinificazione è una sfida tecnica e ambientale. Le attività delle cantine generano grandi quantità di acque contaminate da materiali organici come bucce, raspi, vinacce e residui zuccherini, soprattutto nei periodi intensivi come vendemmia, travasi e imbottigliamento.

Nonostante l’assenza di sostanze tossiche, l’impatto ambientale di questi scarichi è rilevante. Per questo motivo è essenziale adottare impianti di depurazione in grado di garantire efficienza, sostenibilità e rispetto delle normative vigenti.

Perché è importante trattare i reflui nelle Cantine vitivinicole

Il trattamento delle acque reflue nelle cantine vinicole è fondamentale per tre motivi principali:

1. Tutela ambientale – I reflui enologici contengono zuccheri, polifenoli, acidi organici, detergenti e talvolta metalli (come il rame) derivanti dalla vinificazione e dalla pulizia degli impianti. Se non depurati, possono inquinare il suolo e compromettere falde acquifere e corsi d’acqua.

2. Rispetto delle normative – In Italia il D.Lgs. 152/2006 classifica i reflui vinicoli come acque reflue industriali, imponendo limiti stringenti su COD, BOD e solidi sospesi. Le cantine che non trattano correttamente i propri scarichi rischiano sanzioni e la sospensione dell’autorizzazione ambientale.

3. Valorizzazione della risorsa idrica – Con impianti moderni è possibile trasformare uno scarto in una nuova risorsa: l’acqua depurata può essere riutilizzata per l’irrigazione dei vigneti e delle aree verdi, riducendo il consumo di acqua potabile e migliorando la sostenibilità aziendale

Particolarità del settore Cantine vitivinicole

Le aziende vitivinicole presentano caratteristiche peculiari:

· Forte stagionalità della produzione;

· Grandi fluttuazioni di carico idraulico e organico;

· Tipologie di residui molto variabili e spesso disomogenei;

· Esigenza di riutilizzo agricolo dei reflui trattati.

Durante i mesi di vendemmia (settembre-ottobre) il fabbisogno idrico e la produzione di reflui si moltiplica, mentre nei mesi restanti si riduce drasticamente. Questo impone un'attenta progettazione e una tecnologia flessibile.

Quali sono le caratteristiche delle acque reflue di Cantine vitivinicole

Le acque reflue delle cantine sono caratterizzate da un elevato carico organico, in parte facilmente biodegradabile (zuccheri), in parte resistente alla degradazione biologica (acidi organici e tannini).

Il COD (Chemical Oxygen Demand), indicatore della quantità di sostanza organica, varia sensibilmente durante l’anno:

Periodo COD (mg/l) Note

Novembre - Marzo 500 – 1.000 Bassa attività

Aprile - Luglio 1.000 – 1.500 Travasi

Agosto - Ottobre 2.500 – 8.000 Vendemmia

Punte di picco > 10.000 Carico massimo


📌Nota tecnica: Gli impianti devono essere dimensionati sulla base della portata reale, attraverso dati misurati in loco. Questo garantisce l’efficienza del processo e il rispetto dei limiti normativi.

Applicazioni

Caso Studio – Cantina Vitivinicola: Gestione dei Reflui e Riutilizzo Idrico

Una cantina vitivinicola con una produzione di circa 450.000 bottiglie/anno necessitava di un sistema di trattamento capace di gestire la forte variabilità dei reflui generati durante l’anno. Nel periodo di vendemmia, il carico organico raggiungeva valori di COD superiori a 8.000 mg/l, mentre nel resto dell’anno si manteneva su livelli sensibilmente inferiori. Questa discontinuità rendeva complesso mantenere la piena conformità al D.Lgs. 152/2006 e richiedeva una tecnologia efficiente e flessibile.

Dorabaltea ha progettato e installato un sistema AT WINERY multistadio, specifico per le esigenze delle cantine vitivinicole. L’impianto consente di stabilizzare i reflui anche in presenza di picchi improvvisi, garantendo un trattamento biologico completo e costante nel tempo. Grazie alla tecnologia modulare, la cantina ha potuto ottimizzare l’intero ciclo depurativo senza interruzioni operative.

Successivamente, è stato integrato un modulo MBR per ottenere acqua depurata di qualità elevata, idonea al riutilizzo irriguo secondo il DM 185/2003. L’acqua trattata viene ora impiegata per l’irrigazione dei vigneti e delle aree verdi della struttura, creando un ciclo virtuoso di recupero idrico.

Risultati raggiunti

· Scarichi sempre conformi ai limiti del D.Lgs. 152/06 in tutte le fasi dell’anno.

· Riduzione del consumo di acqua potabile fino al 40% grazie al riutilizzo dell’acqua depurata.

· Adattabilità ai carichi stagionali, con un impianto progettato per gestire incrementi significativi durante la vendemmia.

· Riduzione dei costi operativi, con una gestione più stabile e meno soggetta a emergenze depurative.

· Miglioramento dell’impronta idrica, requisito utile ai percorsi di certificazione di sostenibilità del settore vitivinicolo.

Questo intervento rappresenta un esempio concreto di come le soluzioni Dorabaltea possano supportare le cantine nel raggiungere obiettivi di efficienza, sostenibilità e valorizzazione delle risorse idriche.

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I nostri esperti sono pronti a consigliarti la soluzione migliore

Impianti Dorabaltea per il Cantine vitivinicole

I Sistemi di Depurazione Sostenibili e Brevettati

Dorabaltea fornisce impianti marcati CE, certificati per l’IND 4.0, idonei per partecipare a bandi PSR, PIF e OCM. Grazie a un’esperienza decennale e oltre 2.800 impianti installati, è il partner ideale per cantine da poche migliaia fino a milioni di bottiglie l’anno.

I Vantaggi dei Sistemi Dorabaltea

  • Garanzia del rispetto dei limiti di legge
  • Progettazione e realizzazione di sistemi su misura
  • Soluzioni depurative sostenibili e tecnologicamente avanzate
  • Modularità dei sistemi scalabili secondo l'evoluzione dell'azienda
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Impianti Dorabaltea per Cantine vitivinicole
Sistemi di depurazione sostenibili Dorabaltea

Specifiche Tecniche

Impianti di Depurazione delle acque reflue per Cantine Vitivinicole

Atlas AT Oval – Tecnologia brevettata VFL®

Sistema monoblocco per utenze medio/grandi, ad alta efficienza:

· Triplo trattamento biologico (denitrificazione, aerazione, chiarificazione);

· Auto-attivante, senza reagenti chimici;

· Bassi costi di gestione e ridotto ingombro;

· Riutilizzo irriguo e scarico in conformità al D.lgs. 152/06;

· Marcatura CE EN12566-3.

Sistemi a Membrana MBR

Tecnologia avanzata per filtrazione spinta:

· Massima qualità dell’acqua in uscita;

· Nessuna vasca di sedimentazione secondaria;

· Ideali anche per retrofit e impianti esistenti.

AT Winery – Soluzione multistadio

Impianto pensato per scarichi stagionali tipici delle cantine:

· Adattabilità a carichi intermittenti;

· Trattamento completo con riutilizzo ad uso irriguo;

· Semplicità d’uso e modularità.

Galleria

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Alcuni dei nostri progetti per il settore "Cantine vitivinicole"

Cantina Poggio Antico
Impianti industriali

Cantina Poggio Antico

Siena, Toscana
portata giornaliera: 3 m³/gg; COD Ingresso 2000 mg/l
Grigliatura + Equalizzazione + impianto Atlas AT120 OVAL.
Cantina al Monte di Livio
Impianti industriali
portata giornaliera: 2.7 m³/gg; COD Ingresso 800 mg/l
ATLAS AT18
Cantina Caparzo
Impianti industriali

Cantina Caparzo

Siena, Toscana
portata giornaliera: 30 m³/gg; COD Ingresso 4000 mg/l
impianto MBAS in cemento
Cantina Col D’Orcia
Impianti industriali

Cantina Col D’Orcia

Siena, Toscana
portata giornaliera: 30 m³/gg; COD Ingresso 2000 mg/l
impianto MBAS in cemento
Podere di Pomaio
Impianti industriali

Podere di Pomaio

Arezzo, Toscana
15 abitanti equivalenti
Fossa settica pre-esistente + Biowater-E
Cantina Ornellaia e Masseto
Impianti industriali
portata giornaliera: 50 m³/anno;
Fitoblock * 4
Cantina Su Entu
Impianti industriali

Cantina Su Entu

Sanluri, Sardegna
portata giornaliera: 10 m³/gg; COD Ingresso 3000 mg/l
Degrassatore+ Equalizzazione+ impianto Atlas AT100 WINERY + impianto Atlas AT150 OVAL VFL.
Cantina Canaio
Impianti industriali

Cantina Canaio

Arezzo, Toscana
portata giornaliera: 2.25 m³/gg; COD Ingresso 1200 mg/l
Fossa settica + Biowater-E
Cantina Doga delle Clavule
Impianti industriali
portata giornaliera: 10 m³/gg; COD Ingresso 800 mg/l
Filiera impiantistica complessa progettata su misura per il cliente con telecontrollo e telegestione

Prodotti Consigliati

Nessun prodotto consigliato

I nostri servizi

Noleggio Operativo

Impianti per aziende senza acquisto diretto

Il noleggio operativo consente alle aziende agroalimentari di installare impianti di depurazione pagando un canone periodico, senza immobilizzare capitale nell'acquisto. Una formula flessibile per gestire reflui di processo, preservare la liquidita e beneficiare di vantaggi fiscali.

Caratteristiche principali:

  • Canone periodico per l'utilizzo dell'impianto
  • Soluzioni dimensionate sui reflui agroalimentari
  • Durata contrattuale flessibile
  • Possibilita di riscatto a fine contratto

Vantaggi:

  • Nessun acquisto diretto dell'impianto
  • Liquidita aziendale preservata
  • Canoni deducibili secondo normativa fiscale
  • Beni assicurati in formula all-risk

FAQ

1

È obbligatorio installare un impianto di depurazione acque reflue industriali per cantine vitivinicole?

Sì. Il D.Lgs. 152/2006 stabilisce che le acque reflue vinicole rientrano nella categoria degli scarichi industriali. Ogni cantina deve quindi dotarsi di un sistema di trattamento adeguato e di un’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) per poter scaricare in conformità ai limiti di legge.
2

Le cantine vitivinicole possono riutilizzare l’acqua trattata da un impianto di depurazione acque reflue industriali?

Assolutamente sì. Con impianti moderni come quelli Dorabaltea l’acqua trattata può essere riutilizzata per irrigare i vigneti o le aree verdi, secondo il DM 185/2003 sul riutilizzo irriguo delle acque reflue. Questo riduce i consumi di acqua potabile e aiuta le cantine a migliorare la propria impronta idrica.
3

Cosa rischiano le cantine vitivinicole se non usano un impianto di depurazione acque reflue industriali idoneo?

Scarichi non conformi comportano sanzioni amministrative da 3.000 a 60.000 €, sospensione dell’attività per mancanza di autorizzazione e, nei casi più gravi, procedimenti penali. Oltre al danno economico, ci sono conseguenze sul piano ambientale e reputazionale.
4

Quanto costa un impianto di depurazione acque reflue industriali per una cantina vitivinicola?

Il costo varia in base alla capacità produttiva e al carico inquinante. Una piccola cantina può adottare soluzioni compatte e modulari, mentre le grandi realtà necessitano di impianti su misura. Dorabaltea fornisce una valutazione tecnico-economica preliminare per ogni progetto, in modo da proporre la soluzione più adatta.
5

Quanto spazio serve per installare un impianto di depurazione acque reflue industriali in una cantina vitivinicola?

Gli impianti moderni occupano poco spazio. Sistemi come Atlas AT Oval o AT Winery multistadio sono progettati per essere compatti e facilmente collocabili anche in spazi ridotti. Per le cantine più grandi si utilizzano sistemi modulari adattabili alle aree disponibili.
6

È possibile adeguare un impianto di depurazione acque reflue industriali esistente in una cantina vitivinicola senza sostituirlo del tutto?

Sì. Con interventi di revamping si possono aggiornare impianti già in uso, integrando nuove sezioni (ad esempio MBR a membrana o disinfezione finale) per rispettare i limiti di legge e consentire il riutilizzo dell’acqua trattata.
7

Quali autorizzazioni servono per lo scarico delle acque reflue industriali di una cantina vitivinicola?

È necessaria l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), che sostituisce diversi titoli (scarichi idrici, emissioni in atmosfera, utilizzo fanghi). La domanda si presenta tramite lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) e viene valutata da ARPA, Regione, Provincia e Comune.
8

Quali vantaggi economici offre un impianto di depurazione acque reflue industriali per cantine vitivinicole e in quanto tempo si ammortizza l’investimento?

Il ritorno dell’investimento dipende dal consumo idrico e dalla possibilità di riutilizzo irriguo. In molti casi l’impianto si ripaga in pochi anni, grazie al risparmio sui costi dell’acqua potabile, all’evitare sanzioni e al vantaggio competitivo dato dalle certificazioni di sostenibilità (Equalitas)