Nitriti (NO₂⁻) e nitrati (NO₃⁻) sono forme ossidate dell’azoto. Possono derivare dall’ossidazione dell’ammonio durante la nitrificazione e da apporti agricoli; i nitrati, molto solubili, possono raggiungere le acque sotterranee per dilavamento.
Attenzione all’unità
Un risultato può essere espresso come ione NO₂⁻ o NO₃⁻ oppure come azoto, N-NO₂ e N-NO₃. I valori non sono numericamente equivalenti e l’unità deve essere sempre riportata.
Acqua potabile: valori confermati, norma aggiornata
La vecchia pagina indicava 0,50 mg/L per nitriti e 50 mg/L per nitrati. I numeri restano corretti per l’acqua destinata al consumo umano, ma il D.Lgs. 31/2001 è stato sostituito dal D.Lgs. 18/2023, modificato nel 2025. La disciplina richiede anche che [nitrati]/50 + [nitriti]/3 ≤ 1 e indica 0,10 mg/L per i nitriti all’uscita degli impianti di trattamento.
Scarichi e aree sensibili
Il valore 10 mg/L annotato nel piano non è un limite generale dei nitrati in aree vulnerabili. Nel regime degli scarichi urbani in aree sensibili, riguarda l’azoto totale come media annua per impianti oltre 100.000 A.E.; tra 10.000 e 100.000 A.E. il valore è 15 mg/L, oppure si applica una riduzione del 70–80%.
L’azoto totale comprende azoto organico, ammoniacale, nitriti e nitrati. È quindi necessario leggere referto e autorizzazione prima di confrontare un risultato con un limite.
