Risparmio idrico

Il risparmio in cantina, Se il vino è sempre più verde

Il risparmio in cantina, Se il vino è sempre più verde
Sempre più spesso “economia” e “verde” sono due concetti indissolubilmente legati e non necessariamente contrapposti.

Non solo il rispetto dell’ambiente viene perseguito come valore a sé stante, già comunque più che apprezzabile, ma con una gestione e organizzazione intelligente delle risorse aziendali risulta anche un valore aggiunto da potersi giocare sul mercato.

Con una buona analisi della propria realtà, un investimento mirato e un centrato focus aziendale è possibile tenersi al passo coi tempi, se non anticiparli, e costruire qualcosa di importante per la società intera.E non ci dimentichiamo che anche le preferenze dei consumatori si dirigono sempre più in questa direzione.

Molte aziende italiane, e non solo, stanno cambiando prospettiva anche sull’acqua, sul suo risparmio e sul suo riutilizzo. Nello specifico sulle acque reflue nel mondo delle cantine vitivinicole.

Il primo passo da mettere in cantiere è un’attenta analisi della propria produzione. Monitorare e quantificare lo scarto e il rifiuto in ogni fasi produttiva: vendemmia, imbottigliamento, e vinificazione. Prendere consapevolezza in primis dei numeri del consumo idrico è il punto di partenza per un’efficace ottimizzazione dell’azienda, e stiamo parlando di diversi litri per ogni fase.

Alcune acque possono essere intanto risparmiate alla fonte, mentre altre possono utilizzate in altro modo.  Ad esempio per quanto riguarda la pulizia degli impianti, per chi ha la possibilità è consigliabile pulire a secco prima di sciacquare per ridurre il consumo. Se lo si fa utilizzando acque piovane o reflue si ha un ulteriore incremento del risparmio. Oppure utilizzare idropulitrici rispetto ai tubi e le manichette.

Avvalersi poi di professionisti per sfruttare a proprio vantaggio le tecnologie per il recupero e il riutilizzo delle acque reflue e un pizzico di accortezza in più sulla gestione dell’acqua possono allora generare un significativo abbattimento dei costi.

Un esperimento in California ha evidenziato che riutilizzo dell’acqua dopo la fase di filtrazione e purificazione è possibile fino a 10 volte aggiungendo solo il 10% del volume d’acqua totale.

Per riuscire a inquadrare meglio di cosa stiamo parlando, e soprattutto osservare da vicino le eventuali e possibili concretizzazioni di queste istanze è possibile fare riferimento ad alcune aziende che hanno già compiuto passi importanti: Cantina Caparzo , Cantina Doga delle Clavule . Queste aziende vitivinicole hanno compiuto una scelta ambientale che permette ora di riutilizzare le acque reflue altrimenti disperse, risparmiare sui costi, aumentare la competitività e contemporaneamente aiutare a mantenere un equilibrio biologico intorno alle loro cantine.

Bio, sostenibile, green. Non devono essere parole che fa tendenza inserire nei profili aziendali o nelle etichette dei prodotti, ma una vera e propria mission che vede nel rispetto del territorio il punto di partenza di una filosofia aziendale che a oggi ha ancora molto da dire e che un domani diventerà uno standard globale.

Per i più scettici, o per chi teme di investire senza ritorno, ci sono dei numeri che parlano chiaro. Oltre all’abbattimento dei costi la richiesta per vini sostenibili, naturali e bio è in costante aumento:

Sull’incremento del vino sostenibile i dati del Wine Monitor’ di Nomisma

Sull’incremento del vino naturale ne parla Il Sole 24 ore.

Sull’incremento del vino bio una ricerca condotta dall’Università di Siena

 

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