Salta al contenuto principale

Acque di restituzione

Le acque di restituzione sono acque prelevate o utilizzate per determinate attività e successivamente rilasciate allo stesso corpo idrico di provenienza o a quello cui sarebbero naturalmente destinate, nel rispetto delle condizioni stabilite dall’autorità competente.

Definizione in Toscana

La L.R. Toscana 20/2006 comprende, con condizioni e casi specifici, acque usate per produzione idroelettrica, scopi irrigui e impianti di potabilizzazione, nonché acque da sondaggi e perforazioni diversi dalla ricerca ed estrazione di idrocarburi. La disciplina è stata aggiornata anche per ulteriori fattispecie, come alcuni sistemi a pompa di calore e rilasci disciplinati dalla legge regionale.

Prelievo, concessione e destinazione del rilascio

Il contenuto storico richiamava correttamente il R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 per concessioni e permessi. Non è però sufficiente affermare che l’acqua venga sempre restituita “senza alterazioni”: quantità, temperatura e qualità possono essere modificate dall’uso e devono rispettare il disciplinare e le prescrizioni applicabili.

Principali provenienze

  • produzione idroelettrica: l’acqua turbinata viene rilasciata nel sistema idrico secondo concessione e deflusso prescritto;
  • usi irrigui: eventuali acque residue o di ritorno rientrano nella disciplina solo alle condizioni previste, non perché tutta l’acqua irrigua torni direttamente a un corso d’acqua;
  • potabilizzazione: acque di processo e lavaggio possono essere restituite secondo caratteristiche e condizioni autorizzate;
  • sondaggi e perforazioni: sono esclusi i casi legati alla ricerca ed estrazione di idrocarburi;
  • pompe di calore a circuito aperto: la normativa regionale disciplina i sistemi e la tutela qualitativa e quantitativa dei corpi sotterranei.

Controllo ambientale

Il DPGR Toscana 46/R/2008 disciplina condizioni qualitative e rilascio. Il monitoraggio non è necessariamente “costante” per ogni impianto: frequenza, parametri e responsabilità dipendono dalla concessione, dal disciplinare e dai controlli dell’autorità competente.