Il pretrattamento delle acque reflue comprende le operazioni poste a monte dei trattamenti primari e biologici per intercettare materiali che potrebbero intasare, abradere o sovraccaricare pompe, tubazioni e vasche. Non sostituisce la depurazione: prepara il refluo alle fasi successive.
Le principali fasi
- Grigliatura: trattiene stracci, plastiche, legno e altri solidi grossolani mediante barre, vagli o cestelli.
- Dissabbiatura: separa sabbie, ghiaie e particelle minerali pesanti per limitare abrasione e depositi.
- Degrassatura: separa per gravità oli e grassi animali o vegetali non stabilmente emulsionati.
- Disoleazione: intercetta oli minerali e liquidi leggeri, per esempio nelle acque di piazzali, officine o lavaggio mezzi.
- Equalizzazione: attenua variazioni di portata e, quando progettata per questo, di concentrazione o carico.
Non tutte le fasi servono in ogni impianto
La linea dipende dall’origine del refluo. Un’acqua domestica, un refluo alimentare e un dilavamento di piazzale presentano solidi, grassi e idrocarburi diversi. Anche recapito e autorizzazione influenzano la scelta: l’articolo 107 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce che gli scarichi industriali in fognatura seguano norme tecniche, prescrizioni e limiti dell’autorità competente e del gestore.
Grassi alimentari e oli minerali non sono la stessa cosa
I separatori di grassi della serie EN 1825 riguardano oli e grassi di origine animale e vegetale. I separatori EN 858 riguardano invece liquidi leggeri di origine minerale, come olio e benzina, con densità fino a 0,95 g/cm³. Le norme escludono le emulsioni stabili: in quei casi può essere necessario un trattamento aggiuntivo.
Manutenzione e residui separati
Grigliato, sabbie, fanghi, grassi e oli devono essere controllati e rimossi con frequenza coerente con carico e capacità di accumulo. Un pretrattamento pieno o intasato perde efficacia e può rilasciare il materiale accumulato. I residui vanno caratterizzati e gestiti secondo la disciplina applicabile.
Fonti tecniche: US EPA, Preliminary Wastewater Treatment; UNI EN 858-1:2005; EN 1825-1:2004. Fonte normativa: D.Lgs. 152/2006, articolo 107.
