L’abitante equivalente (AE o a.e.) è l’unità con cui si esprime il carico organico biodegradabile di un’utenza e si imposta il dimensionamento di un sistema di trattamento delle acque reflue domestiche o assimilate. Non coincide necessariamente con una persona residente: traduce in un numero confrontabile il carico prodotto da abitazioni, alberghi, ristoranti, uffici, scuole e altre attività.
Definizione legale dell’abitante equivalente
L’articolo 74 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce che 1 AE corrisponde a un carico organico biodegradabile con BOD₅ pari a 60 grammi di ossigeno al giorno.
Il BOD₅ è la quantità di ossigeno consumata da batteri e altri microrganismi mentre decompongono la materia organica in condizioni aerobiche durante una prova di cinque giorni. È quindi un indicatore del carico biodegradabile, non la prova che in cinque giorni tutte le sostanze siano state “rese innocue”. La definizione tecnica è approfondita nel manuale della U.S. Geological Survey sul BOD.
Formula: come si calcolano gli AE dal BOD₅
AE = carico giornaliero di BOD₅, espresso in g O₂/giorno ÷ 60 g O₂/(AE·giorno).
- 120 g O₂/giorno ÷ 60 = 2 AE;
- 600 g O₂/giorno ÷ 60 = 10 AE;
- 1.200 g O₂/giorno ÷ 60 = 20 AE.
Quando il carico reale non è misurabile, si ricorre a coefficienti convenzionali basati sulla capacità massima dell’utenza. Questi coefficienti non sono una tabella nazionale unica: possono cambiare tra regolamenti regionali, comunali, gestori del servizio idrico e linee guida tecniche. Per autorizzazione e progetto prevalgono sempre i criteri richiesti dall’ente competente.
Criteri tipologico-edilizi di stima
I valori seguenti, già presenti nel contenuto Dorabaltea, trovano riscontro in linee guida ARPA e regolamenti del servizio idrico. Sono indicazioni di massima da verificare localmente:
| Utenza | Stima convenzionale |
|---|---|
| Casa di civile abitazione | 1 AE per camera da letto fino a 14 m²; 2 AE per camera superiore a 14 m² |
| Albergo o complesso ricettivo | Come per le abitazioni; aggiungere 1 AE per ogni ulteriore fascia di 6 m² oltre i 14 m². Per case vacanza e usi stagionali considerare la massima capacità effettivamente prevedibile |
| Fabbriche o laboratori artigiani | 1 AE ogni 2 dipendenti, fissi o stagionali, alla massima attività |
| Ditte e uffici commerciali | 1 AE ogni 3 dipendenti, fissi o stagionali, alla massima attività |
| Ristoranti e trattorie | Capienza massima della sala stimata a circa 1,20 m² per persona, più il personale; 1 AE ogni 3 persone risultanti |
| Bar, circoli e club | 1 AE ogni 7 persone |
| Cinema, stadi e teatri | 1 AE ogni 30 utenti |
| Scuole | 1 AE ogni 10 frequentanti alla massima potenzialità |
La serie è documentata, tra le altre fonti territoriali, nelle linee guida ARPA Emilia-Romagna. Alcuni regolamenti introducono variazioni: per esempio il rapporto sala/utente può essere 1 m², 1,20 m² o 1,50 m². Per questo il valore applicabile va controllato sul territorio del progetto.
Parametri convenzionali alternativi
Un secondo metodo, spesso indicato come “parametri ARPA” e utilizzato anche nella modulistica di enti toscani, mantiene i seguenti numeri:
| Utenza | Parametro |
|---|---|
| Abitazione civile | 1 AE ogni 35 m² |
| Alberghi, case di riposo e simili | 1 AE ogni 2 letti |
| Ristoranti e trattorie | 1 AE ogni 5 posti |
| Attrezzature ospedaliere | 1 AE ogni 2 letti |
| Uffici | 1 AE ogni 5 addetti |
| Insediamenti commerciali | 1 AE ogni 5 addetti |
| Industrie e laboratori | 1 AE ogni 5 addetti |
| Edifici scolastici | 1 AE ogni 5 alunni |
| Musei, teatri e impianti sportivi | 4 AE ogni WC |
| Edifici con usi diversi dai precedenti | 4 AE ogni WC |
Questa tabella è riportata, per esempio, nella modulistica ufficiale del Comune di Pisa. Non va mescolata automaticamente con la tabella precedente: l’ente può chiedere di confrontare più metodi e adottare il risultato più cautelativo.
Il riferimento dei 200 litri al giorno in Toscana
Il precedente testo attribuiva genericamente al “Regolamento 76/R 2013” l’equivalenza 1 AE = 200 litri/giorno. La fonte corretta è il DPGR Toscana 46/R/2008, modificato dal DPGR 76/R del 17 dicembre 2012. Il valore di 200 litri per abitante al giorno è un riferimento idraulico: in particolare, l’articolo 47 lo usa per determinare gli AE ai soli fini del carico inquinante stagionale, sulla media dei quattro mesi di massimo afflusso. Non sostituisce la definizione nazionale dei 60 g BOD₅/giorno e non è corretto affermare che sia stato automaticamente recepito da tutti i Comuni.
Utenze non domestiche assimilate e popolazione fittizia
Quando confluiscono reflui non domestici qualitativamente assimilabili ai domestici, si può esprimere il loro carico come popolazione equivalente o fittizia: il numero di AE che produrrebbe lo stesso carico organico biodegradabile. Sommando gli AE della popolazione effettiva e quelli delle utenze assimilate si stima il carico organico complessivo da trattare. L’assimilabilità, tuttavia, dipende dalla normativa e dalle caratteristiche qualitative e quantitative dello scarico.
AE, agglomerato e carichi stagionali
Il numero di AE serve anche a descrivere il carico di un agglomerato. In strutture turistiche, case vacanza o attività con affluenza variabile bisogna considerare sia il picco idraulico sia il carico organico massimo prevedibile; si parla, nei casi disciplinati localmente, di agglomerato a forte fluttuazione.
Soluzioni Dorabaltea per diverse potenzialità
Una volta definiti gli AE di progetto, la tecnologia va scelta considerando anche recapito, limiti autorizzativi, profilo dei carichi e manutenzione. Le gamme citate nel contenuto originario sono confermate dalle schede tecniche:
Gli intervalli identificano le varianti di gamma, ma non sostituiscono il dimensionamento tecnico e la verifica delle condizioni previste dall’autorizzazione allo scarico.
