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Acque di transizione

Le acque di transizione sono, secondo il D.Lgs. 152/2006, corpi idrici superficiali in prossimità della foce di un fiume, parzialmente salini per la vicinanza alle acque costiere ma sostanzialmente influenzati dai flussi di acqua dolce.

Esempi: estuari e lagune

Estuari, foci deltizie e lagune costiere possono essere acque di transizione quando soddisfano la definizione e la tipizzazione del piano di gestione. Non tutti i laghi o tutte le lagune rientrano automaticamente nella categoria: contano collegamento con il mare, salinità e influenza fluviale.

Perché sono ambienti particolari

Salinità, torbidità, ossigeno e nutrienti possono cambiare rapidamente con maree, portate fluviali e stagioni. Sono ecosistemi produttivi e aree di nursery, ma sensibili a eutrofizzazione, alterazioni idromorfologiche, contaminanti e riduzione degli apporti di acqua dolce.

Classificazione

La Direttiva 2000/60/CE e il D.M. 260/2010 prevedono elementi biologici, fisico-chimici, chimici e idromorfologici specifici. Lo stato complessivo dipende dal risultato peggiore tra stato ecologico e chimico. Vedi anche acque costiere e corpo idrico superficiale.