La EN 12566-6 riguarda le unità prefabbricate destinate al trattamento secondario dell’effluente proveniente da una fossa settica nei piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 abitanti equivalenti.
È una distinzione importante: un prodotto che rientra nella EN 12566-6 non svolge la stessa funzione di una fossa settica EN 12566-1 e non coincide necessariamente con un impianto completo valutato secondo EN 12566-3.
La EN 12566-6 si inserisce infatti all’interno di una filiera di trattamento: a monte è presente una fase primaria, normalmente costituita da una fossa settica o da un sistema equivalente previsto dalla norma, mentre a valle l’unità EN 12566-6 realizza il trattamento secondario dell’effluente.
È il principio alla base anche di soluzioni Dorabaltea come Biowater, progettate per inserirsi dopo un trattamento primario e completare biologicamente la depurazione delle acque reflue.
Che cos’è la EN 12566-6
La EN 12566-6 appartiene alla serie europea EN 12566, dedicata ai piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 abitanti equivalenti.
L’edizione tecnica corrente EN 12566-6:2016 specifica requisiti, metodi di prova, valutazione della conformità e marcatura per unità prefabbricate di trattamento secondario utilizzate per trattare l’effluente proveniente da fosse settiche conformi alla EN 12566-1 o EN 12566-4, nel relativo campo di applicazione.
La norma riguarda sistemi fino a 50 PT – population total, concetto corrispondente alla popolazione equivalente considerata dalla norma.
Qual è la funzione di un sistema EN 12566-6
L’unità EN 12566-6 riceve acqua che ha già attraversato un trattamento primario.
La filiera può essere rappresentata in modo semplice:
acque reflue domestiche → trattamento primario → trattamento secondario EN 12566-6 → effluente trattato
La norma stessa identifica le unità EN 12566-6 come sistemi destinati al trattamento dell’effluente proveniente da fosse settiche.
Perché il trattamento primario viene prima della EN 12566-6
Una fossa settica svolge principalmente funzioni di:
- sedimentazione;
- separazione dei solidi;
- accumulo dei fanghi;
- chiarificazione primaria del refluo.
Il trattamento secondario svolge invece una funzione successiva: ridurre ulteriormente il carico inquinante attraverso un processo biologico.
È quindi importante progettare e valutare l’intera filiera, non il singolo componente in modo isolato.
Nella documentazione Dorabaltea questa distinzione è evidenziata chiaramente: la EN 12566-1 viene associata al trattamento primario delle fosse settiche, mentre la EN 12566-6 riguarda le unità prefabbricate di trattamento secondario.
EN 12566-6 ed EN 12566-1: qual è la differenza
Le due norme identificano due fasi differenti della depurazione.
EN 12566-1
La EN 12566-1 riguarda determinate fosse settiche prefabbricate.
La loro funzione principale è il trattamento primario delle acque reflue.
EN 12566-6
La EN 12566-6 riguarda invece unità prefabbricate che ricevono l’effluente già pretrattato dalla fossa e realizzano il successivo trattamento secondario.
In termini semplici:
EN 12566-1 → trattamento primario
EN 12566-6 → trattamento secondario dell’effluente della fossa
Questa distinzione permette al progettista di capire esattamente quale parte della filiera viene documentata da ciascun prodotto.
EN 12566-6 ed EN 12566-3: qual è la differenza
Anche EN 12566-6 ed EN 12566-3 non sono equivalenti.
EN 12566-3
La EN 12566-3 riguarda determinate tipologie di impianti prefabbricati e/o assemblati in sito per il trattamento delle acque reflue domestiche, valutati come sistemi completi nel relativo campo di applicazione.
EN 12566-6
La EN 12566-6 riguarda invece un’unità di trattamento secondario posta dopo una fossa settica.
Possiamo quindi riassumere il rapporto tra le tre principali parti così:
Norma | Funzione nella filiera |
|---|---|
EN 12566-1 | Fossa settica prefabbricata – trattamento primario |
EN 12566-6 | Unità prefabbricata per il trattamento secondario dell’effluente della fossa |
EN 12566-3 | Impianti completi di trattamento delle acque reflue domestiche prefabbricati e/o assemblati in sito |
Questa tabella è particolarmente utile quando si confrontano tecnologie differenti: la presenza della marcatura CE deve sempre essere letta insieme alla funzione effettivamente valutata dalla norma.
Quali sistemi rientrano nella EN 12566-6
La EN 12566-6:2016 riguarda unità prefabbricate nelle quali i componenti sono forniti o assemblati come sistema da un unico fabbricante.
La norma contempla unità costituite da uno o più serbatoi e considera parte del sistema anche gli elementi specificati dal produttore, come tubazioni, pompe e materiali filtranti.
Questo è importante perché la valutazione riguarda il sistema configurato dal fabbricante, non una combinazione arbitraria di componenti scelti successivamente.
Quali prestazioni vengono valutate nella EN 12566-6
La norma stabilisce requisiti e metodi di prova necessari a determinare le prestazioni dell’unità di trattamento secondario.
Tra gli aspetti tecnicamente rilevanti rientrano, secondo il campo applicabile:
- efficienza di trattamento;
- tenuta stagna;
- comportamento strutturale;
- durabilità;
- caratteristiche funzionali dell’unità;
- componenti che fanno parte del sistema.
La norma comprende inoltre una procedura specifica per valutare le prestazioni del trattamento secondario.
Efficienza del trattamento secondario
La funzione principale di un sistema EN 12566-6 è migliorare la qualità dell’effluente proveniente dalla fossa settica attraverso una successiva fase di trattamento.
Per valutarne le prestazioni viene confrontata la qualità dell’acqua in ingresso all’unità secondaria con quella in uscita.
Tra i parametri utilizzati per descrivere la qualità delle acque reflue rientrano normalmente indicatori come:
- BOD5;
- COD;
- solidi sospesi.
Nella nostra documentazione descriviamo la prova della filiera composta da fossa e trattamento secondario: consideriamo le caratteristiche del refluo in ingresso alla fase primaria, in uscita dalla fossa e in uscita dall’unità secondaria.
EN 12566-6 e marcatura CE
Per comprendere correttamente il rapporto tra EN 12566-6 e marcatura CE è necessario distinguere tra edizione tecnica della norma e riferimento armonizzato pubblicato nel quadro CPR.
Edizione tecnica corrente della norma
La versione tecnica corrente disponibile presso gli organismi di normazione è EN 12566-6:2016. DIN e BSI la indicano come edizione corrente, che ha sostituito la versione 2013.
Riferimento armonizzato per il CPR
Nel riferimento armonizzato europeo verificato per il Regolamento (UE) n. 305/2011 compare invece:
EN 12566-6:2013 – Small wastewater treatment systems for up to 50 PT – Part 6: Prefabricated treatment units for septic tank effluent.
Il riferimento è diventato applicabile come norma armonizzata dal 1° novembre 2013, con fine del periodo di coesistenza il 1° novembre 2014.
Questa distinzione è essenziale: l’esistenza di una versione tecnica più recente non significa automaticamente che quella versione sia già il riferimento armonizzato utilizzabile ai fini della marcatura CE nel CPR.
Per ogni prodotto deve quindi essere verificato il riferimento armonizzato effettivamente applicabile.
EN 12566-6 e Dichiarazione di Prestazione
Nel regime CPR pertinente, la marcatura CE è collegata alla DoP – Dichiarazione di Prestazione.
La DoP permette di verificare:
- prodotto;
- fabbricante;
- uso previsto;
- specifica tecnica applicabile;
- sistema di valutazione;
- prestazioni dichiarate.
Per un progettista non basta quindi sapere che un prodotto viene presentato come “EN 12566-6”.
Occorre controllare quale prodotto è stato valutato, per quale funzione e con quali prestazioni dichiarate.
La EN 12566-6 certifica l’intera filiera?
No.
La EN 12566-6 riguarda l’unità prefabbricata di trattamento secondario.
Quando il sistema prevede a monte una fossa settica, anche la fase primaria deve essere correttamente dimensionata e documentata secondo il quadro applicabile.
Per esempio, una filiera può essere composta da:
fossa settica EN 12566-1 + unità secondaria EN 12566-6
In questo caso i due prodotti svolgono funzioni complementari ma distinte.
Il progetto deve valutare il comportamento complessivo della soluzione.
Biowater Dorabaltea e EN 12566-6
Biowater è la soluzione Dorabaltea dedicata al trattamento biologico secondario delle acque reflue pretrattate.
Nel catalogo Dorabaltea viene classificato tra i sistemi di trattamento secondario e viene associato alla EN 12566-6.
Biowater si inserisce quindi a valle di una fase primaria adeguatamente progettata.
Come funziona Biowater
Biowater utilizza un processo biologico aerobico.
Il materiale filtrante offre una superficie sulla quale possono svilupparsi le colonie batteriche che partecipano alla degradazione della sostanza organica presente nell’effluente pretrattato.
La soluzione Dorabaltea utilizza un supporto in fibra di roccia vulcanica e sfrutta la ventilazione naturale del sistema, evitando l’impiego di apparecchiature elettromeccaniche per l’aerazione.
Questa configurazione permette di realizzare il trattamento secondario all’interno di una filiera progettata per le caratteristiche dell’utenza.
Fossa biologica DBSET + Biowater: esempio di filiera Dorabaltea
Un esempio particolarmente semplice per comprendere il rapporto tra EN 12566-1 ed EN 12566-6 è la combinazione:
DBSET → Biowater
DBSET
DBSET svolge la funzione di trattamento primario e nel catalogo Dorabaltea è ricondotta alla EN 12566-1.
Biowater
Biowater riceve l’effluente pretrattato e svolge la fase biologica secondaria, rientrando nella categoria di prodotto collegata alla EN 12566-6 secondo la documentazione Dorabaltea.
La soluzione deve naturalmente essere dimensionata in funzione del numero di abitanti equivalenti, delle caratteristiche delle acque reflue e del recapito autorizzato.
Biowater e Atlas: due approcci differenti
Anche il confronto tra Biowater e Atlas permette di comprendere bene le norme.
Biowater
È un trattamento secondario che lavora a valle di una fase primaria.
Il riferimento tecnico di prodotto è quindi collegato alla EN 12566-6 secondo la configurazione documentata.
Atlas
Atlas viene invece proposto da Dorabaltea come impianto completo monoblocco, la cui documentazione è collegata alla EN 12566-3 nelle configurazioni interessate.
Non si tratta quindi di stabilire quale norma sia “migliore”: identificano configurazioni e funzioni differenti.
La scelta dipende dal progetto.
Marcatura CE EN 12566-6 e autorizzazione allo scarico
Anche per la EN 12566-6 è fondamentale distinguere tra prestazioni del prodotto e disciplina ambientale.
La marcatura CE e la DoP permettono di conoscere le prestazioni dichiarate dell’unità.
L’autorizzazione allo scarico stabilisce invece le condizioni alle quali lo scarico può essere effettuato nello specifico contesto.
Per progettare la filiera devono quindi essere verificati:
- caratteristiche del refluo;
- abitanti equivalenti;
- dimensionamento della fase primaria;
- prestazioni del trattamento secondario;
- recapito;
- prescrizioni regionali e locali;
- eventuali requisiti dell’autorità competente.
La EN 12566-6 garantisce automaticamente il rispetto dei limiti di scarico?
La norma fornisce una metodologia armonizzata per valutare e dichiarare determinate prestazioni del prodotto.
L’idoneità della soluzione rispetto allo specifico scarico deve invece essere verificata nel progetto.
Il progettista confronta quindi:
prestazioni dichiarate della filiera
con
requisiti richiesti dal recapito e dall’autorizzazione.
Questa distinzione è la stessa che Dorabaltea applica nell’approccio ai propri sistemi: prima vengono analizzate le esigenze del progetto, poi viene individuata la tecnologia più appropriata.
Installazione e prestazioni del sistema
Le prestazioni dichiarate devono essere considerate insieme alle condizioni previste dal fabbricante.
Una corretta installazione deve rispettare:
- configurazione della filiera;
- dimensionamento della fossa primaria;
- collegamenti idraulici;
- ventilazione;
- quote di ingresso e uscita;
- modalità di posa;
- accessibilità per controllo e manutenzione;
- manuale del fabbricante.
Un prodotto correttamente documentato deve quindi essere anche correttamente inserito e installato nel sistema progettato.
Cosa cambia con il CPR 2024/3110
Dall’8 gennaio 2026 è applicabile nella sua parte principale il nuovo Regolamento (UE) 2024/3110 sui prodotti da costruzione.
Il nuovo CPR sostituisce progressivamente il Regolamento (UE) n. 305/2011.
Il passaggio non è immediato per tutte le famiglie di prodotti: le disposizioni transitorie consentono il mantenimento del precedente quadro per i prodotti le cui specifiche armonizzate non sono ancora state trasferite al nuovo sistema.
Per questo, anche per un prodotto EN 12566-6, nel 2026 devono essere verificati:
- specifica tecnica applicabile;
- riferimento armonizzato;
- regime CPR pertinente;
- documentazione del fabbricante.
Come scegliere un trattamento secondario EN 12566-6
Prima di scegliere una soluzione è utile verificare almeno:
- tipologia delle acque reflue;
- numero di abitanti equivalenti;
- sistema di trattamento primario presente o previsto;
- prestazioni dichiarate dell’unità secondaria;
- portata e caratteristiche del refluo pretrattato;
- recapito finale;
- prescrizioni territoriali;
- condizioni di installazione;
- autorizzazione allo scarico.
La norma diventa così uno strumento per costruire una filiera tecnicamente leggibile e documentata.
L’approccio Dorabaltea al trattamento primario e secondario
Dorabaltea progetta la depurazione come una sequenza coordinata di processi.
In una filiera multistadio ogni componente svolge una funzione precisa:
trattamento primario → trattamento secondario → eventuale affinamento → scarico o riutilizzo autorizzato.
Questo permette di scegliere ogni tecnologia in funzione della sua reale destinazione e di costruire un progetto nel quale prestazioni, installazione e percorso autorizzativo siano coerenti.
Con Biowater, Dorabaltea propone una soluzione biologica dedicata al trattamento secondario, inseribile in filiere progettate per abitazioni, strutture ricettive e altre utenze compatibili con il relativo campo di applicazione.
È un altro modo per rendere concreta la filosofia Dorabaltea:
Con Dorabaltea ogni goccia d’acqua ha tre vite: la usiamo, la depuriamo, la riutilizziamo.
Fonti normative e tecniche
- EN 12566-6:2016 – Small wastewater treatment systems for up to 50 PT – Part 6: Prefabricated treatment units for septic tank effluent.
- riferimento armonizzato EN 12566-6:2013 pubblicato nel quadro del Regolamento (UE) n. 305/2011.
- Regolamento (UE) 2024/3110 sui prodotti da costruzione.
- documentazione tecnica Dorabaltea relativa alla serie EN 12566 e ai sistemi Biowater.
Quadro verificato al 25 agosto 2026. L’edizione tecnica corrente di una norma e il riferimento armonizzato utilizzabile nel quadro CPR non devono essere considerati automaticamente equivalenti. Per ogni prodotto devono essere verificati la documentazione del fabbricante, il riferimento armonizzato applicabile, il regime CPR e le prescrizioni dello specifico progetto.
