Il recupero delle acque reflue è il percorso con cui un effluente viene trattato e controllato per renderlo adatto a uno specifico riuso. Il risultato non è un'acqua valida per qualunque impiego: qualità richiesta, barriere di trattamento e modalità di gestione dipendono dalla destinazione.
Depurazione, affinamento e riuso
- La depurazione riduce gli inquinanti per raggiungere gli obiettivi previsti per lo scarico o per una fase successiva.
- L'affinamento applica ulteriori trattamenti per ottenere la qualità richiesta dal riuso.
- Il riuso è l'impiego dell'acqua affinata per una destinazione definita, con controlli e responsabilità lungo il sistema.
La filiera può comprendere filtrazione, rimozione dei nutrienti, disinfezione e altre barriere. La scelta dipende dalla qualità in ingresso, dall'uso finale e dall'analisi del rischio.
Il Regolamento (UE) 2020/741
Il Regolamento (UE) 2020/741, applicabile dal 26 giugno 2023, stabilisce prescrizioni minime per il riutilizzo dell'acqua a fini irrigui agricoli. Prevede classi di qualità, monitoraggio, autorizzazione e un piano di gestione dei rischi. Gli altri usi e gli aspetti non coperti dal regolamento devono essere verificati nella disciplina nazionale e territoriale.
Cosa verificare in un progetto di recupero
- continuità e qualità dell'effluente disponibile;
- fabbisogno, stagionalità e requisiti dell'utilizzatore;
- trattamenti e sistemi di accumulo e distribuzione;
- monitoraggio, gestione delle anomalie e responsabilità;
- autorizzazioni, costi energetici e gestione dei residui.
Prima di dimensionare la soluzione servono dati analitici rappresentativi. Il punto di partenza resta la caratterizzazione delle acque reflue e dell'uso previsto.
