I terminali di scarico sono i manufatti posti alla fine di una condotta, nel punto in cui il flusso raggiunge il recapito previsto. Il termine è usato in particolare per le condotte delle acque meteoriche appartenenti a reti separate, ma la configurazione concreta va sempre letta nel progetto e nell'autorizzazione.
Qual è la loro funzione
Il terminale rende riconoscibile e ispezionabile il punto di consegna della condotta e deve permettere il deflusso senza compromettere la stabilità dell'opera o del ricettore. A seconda del sito possono essere necessari protezione dall'erosione, dissipazione dell'energia, sistemi antiriflusso, griglie o accorgimenti contro l'ingresso di materiali.
Terminale, scarico e trattamento non sono sinonimi
Il terminale è un elemento fisico della rete. Lo scarico è invece una nozione giuridica legata all'immissione e al collegamento con il corpo ricettore; il trattamento è l'insieme dei processi che modificano la qualità dell'acqua prima del recapito. La presenza di un terminale non dimostra quindi che l'immissione sia autorizzata o che l'acqua rispetti i requisiti applicabili.
Verifiche di progetto e gestione
- portata ordinaria e portate di punta;
- quota del ricettore e rischio di rigurgito;
- erosione, stabilità delle sponde e sicurezza dell'accesso;
- possibilità di ispezione, pulizia e campionamento;
- eventuali prescrizioni dell'ente gestore e dell'autorità competente.
Nelle reti separate occorre inoltre evitare collegamenti impropri tra acque meteoriche e acque reflue, perché possono alterare portate, trattamento e qualità del recapito.
