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Fitodepurazione a flusso subsuperficiale verticale (VF)

La fitodepurazione a flusso subsuperficiale verticale, o VF (Vertical Flow), utilizza vasche impermeabilizzate e riempite con inerti nelle quali il refluo viene distribuito sulla superficie e percola prevalentemente dall’alto verso il basso. Anche in questo sistema l’acqua resta nel letto, sotto la superficie.

La differenza funzionale rispetto a un HF è l’alimentazione intermittente: cicli di carico e riposo permettono il drenaggio e la riossigenazione. ISPRA indica sistemi temporizzati, pompe o sifoni autoinnescanti e, spesso, almeno due vasche o settori alimentati alternativamente. La maggiore aerazione favorisce la rimozione aerobica della sostanza organica e la nitrificazione.

Distribuzione e drenaggio

La superficie del letto deve essere piana e il refluo deve raggiungerla in modo uniforme attraverso tubazioni in PVC o PE, normalmente perforate. Sul fondo, una rete drenante raccoglie l’effluente; ISPRA indica per il fondo una pendenza minima dell’1–2% verso le tubazioni di raccolta.

L’alimentazione a impulsi può essere realizzata con pompe o sifoni. La portata di ciascun impulso, il numero di cicli e il tempo di riposo non sono valori standard: dipendono dalla superficie servita, dalla permeabilità del medium e dal carico idraulico.

Stratigrafia e profondità

La scheda Dorabaltea indicava un substrato graduato di ghiaie oppure sabbia lavata con altezza complessiva di circa 1 m, e una profondità del bacino superiore a 80 cm. ISPRA conferma che nei VF il medium è generalmente più fine rispetto agli HF e documenta due famiglie costruttive: ghiaia media 8–16 mm nei sistemi di tipo anglosassone oppure sabbia grossolana lavata 0–3 mm nei sistemi di tipo tedesco.

Quando si adottano più strati, ISPRA consiglia in superficie almeno 10 cm di ghiaia medio-fine, sul fondo almeno 15 cm di ghiaia grossolana 25–50 mm e uno strato di sabbia non inferiore a 30 cm. Questi minimi tecnici rendono plausibile una profondità complessiva oltre 80 cm o prossima a 1 m, ma non impongono automaticamente la stessa stratigrafia a ogni impianto.

La precedente scheda prescriveva inoltre un contenimento perimetrale contro l’ingresso delle acque meteoriche. Il principio resta corretto: ruscellamenti e apporti estranei possono alterare il carico idraulico; quota del bordo e regimazione esterna devono però essere definite sul rilievo del sito.

Superficie per abitante equivalente

Dorabaltea utilizzava come riferimento 3 m²/A.E.. La guida ISPRA indica valori preliminari di 2–4 m²/A.E. e osserva che molti casi italiani ricadono tra 2 e 3 m²/A.E.; in condizioni più impegnative allo scarico l’intervallo può arrivare a 3–5 m²/A.E.. Il valore storico di 3 m²/A.E. è quindi confermato come ordine di grandezza, non come dimensionamento definitivo.

Vegetazione e gestione invernale

La vegetazione va mantenuta efficiente e controllata durante attecchimento, crescita e riposo stagionale. La neve o il gelo prolungati possono rallentare l’attività biologica, anche se specie come Phragmites australis tollerano basse temperature e copertura nevosa.

La vecchia scheda Dorabaltea consigliava, oltre 800 m di quota, una protezione invernale con paglia. Il valore è conservato come indicazione operativa storica, ma non è una soglia ISPRA: qualsiasi copertura deve essere valutata dal progettista senza ostacolare distribuzione, aerazione e ricaccio vegetativo.

Confronta il VF con la fitodepurazione a flusso orizzontale HF e torna alla guida sulla fitodepurazione.

Fonte tecnica: ISPRA, Manuali e linee guida 81/2012. I valori riportati sono indicativi: il dimensionamento definitivo dipende da portate, carichi, obiettivi allo scarico, clima, granulometria e normativa regionale.

FAQ

1

Che cosa significa fitodepurazione VF?

VF significa Vertical Flow: il refluo viene distribuito a impulsi sulla superficie e percola verticalmente attraverso il medium fino al drenaggio di fondo.
2

Perché il VF viene alimentato a intervalli?

L’alternanza tra carico e riposo permette drenaggio e ingresso di ossigeno nel letto, sostenendo i processi aerobici e la nitrificazione.
3

Quanta superficie richiede un sistema VF?

ISPRA indica 2–4 m²/A.E. come stima preliminare; 3 m²/A.E., già usato da Dorabaltea, rientra nell’intervallo. Limiti allo scarico e condizioni del sito possono richiedere valori diversi.
4

Quanto è profondo un letto VF?

La scheda storica indicava oltre 80 cm e circa 1 m di substrato. ISPRA fornisce minimi per i singoli strati, ma la profondità complessiva va definita con specie, medium e progetto idraulico.
5

Quali materiali si usano nel VF?

ISPRA documenta ghiaia 8–16 mm oppure sabbia grossolana lavata 0–3 mm; nei letti multistrato indica almeno 10 cm di ghiaia superficiale, 15 cm di ghiaia 25–50 mm sul fondo e almeno 30 cm di sabbia.

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