La classificazione dei corpi idrici permette di descrivere fiumi, laghi, acque di transizione e acque costiere, valutarne lo stato e stabilire obiettivi di tutela. È distinta dalla disciplina dello scarico: sapere che un recapito è un corpo idrico superficiale non basta a stabilire automaticamente quali limiti si applichino.
Che cosa sono le acque superficiali
Il D.Lgs. 152/2006 comprende nelle acque superficiali le acque interne, escluse le acque sotterranee, le acque di transizione e le acque costiere; ai fini dello stato chimico include anche le acque territoriali.
Le principali categorie della Direttiva quadro 2000/60/CE sono fiumi, laghi, acque di transizione e acque costiere. Possono inoltre essere individuati corpi idrici artificiali o fortemente modificati.
Corpo idrico e semplice corso d’acqua non sono sinonimi perfetti
Un corpo idrico superficiale è un elemento distinto e significativo: può essere un intero lago o invaso, un fiume, torrente o canale, una loro parte, un’acqua di transizione o un tratto costiero. La delimitazione non è arbitraria, ma segue criteri di tipizzazione, pressioni e significatività.
Come si determina lo stato delle acque superficiali
Il D.M. 260/2010 disciplina i criteri tecnici italiani. Lo stato complessivo dipende dal risultato peggiore tra:
- stato ecologico: elevato, buono, sufficiente, scarso o cattivo;
- stato chimico: buono oppure mancato conseguimento dello stato buono.
Lo stato ecologico considera elementi biologici, idromorfologici e fisico-chimici; quello chimico verifica gli standard di qualità ambientale delle sostanze pertinenti. L’obiettivo generale è almeno il buono stato, fatte salve le condizioni e le deroghe previste dalla normativa.
Tipologie presenti nel glossario
- Acque superficiali: categoria generale;
- Corpo idrico superficiale: elemento distinto e significativo;
- Acque di transizione: presso le foci, parzialmente saline e influenzate dall’acqua dolce;
- Acque costiere: fascia marina fino a un miglio nautico dalla linea di base, con la precisazione normativa;
- Acque ciprinicole e salmonicole: acque dolci a specifica destinazione per la vita dei pesci;
- Acque di restituzione: categoria regionale legata a prelievo e successivo rilascio.
Classificazione e autorizzazione degli scarichi
Il recapito influenza progettazione, controlli e autorizzazione. Occorre identificare il corpo recettore, il suo stato, gli obiettivi di qualità, l’eventuale destinazione specifica e le prescrizioni dell’ente competente. Il rispetto di una tabella nazionale non esclude limiti più restrittivi necessari a proteggere il corpo idrico.
