Il riutilizzo delle acque piovane consiste nel raccogliere la precipitazione da superfici idonee, separare materiali grossolani, accumularla e distribuirla per usi compatibili. Riduce la domanda di acqua potabile e può attenuare parte del deflusso, ma richiede un sistema progettato e mantenuto correttamente.
Acqua piovana e acqua reflua recuperata non sono la stessa cosa
L'acqua piovana proviene dalle precipitazioni raccolte prima o durante il dilavamento di una superficie. L'acqua reflua recuperata proviene invece da un refluo sottoposto a depurazione e affinamento. Origine, rischi, trattamento e quadro normativo sono differenti: non è corretto applicare automaticamente al recupero della pioggia tutte le regole previste per il riuso delle acque reflue urbane.
Superfici di raccolta
I tetti sono spesso preferibili perché più facilmente separabili dalle aree trafficate, ma devono essere valutati materiali di copertura, depositi, ricadute atmosferiche, presenza di animali e attività vicine. Piazzali e parcheggi possono introdurre idrocarburi, metalli e solidi e richiedere una gestione diversa, descritta nella guida alle acque meteoriche di dilavamento.
Componenti di un sistema
- grondaie e rete di raccolta ispezionabili;
- griglia o filtro iniziale per foglie e materiali grossolani;
- eventuale deviazione della prima frazione, se necessaria rispetto a superficie e qualità;
- serbatoio protetto da luce, ingresso di animali e contaminazioni;
- troppo pieno verso un recapito ammesso;
- pompa e trattamento coerenti con l'uso;
- rete non potabile separata e chiaramente identificata.
Possibili utilizzi
Tra gli impieghi possono rientrare irrigazione, pulizia di pavimentazioni, alimentazione di cassette WC e alcuni usi tecnici o industriali. L'impiego antincendio è possibile soltanto se riserva, affidabilità e impianto rispettano il progetto e le prescrizioni antincendio. Per ogni uso vanno definite qualità minima, continuità e rischi di esposizione.
Come dimensionare l'accumulo
Il volume annuo teoricamente raccoglibile può essere stimato moltiplicando precipitazione, superficie, coefficiente di deflusso ed efficienza di raccolta. Il serbatoio si dimensiona però confrontando disponibilità nel tempo e domanda: piogge concentrate e lunghi periodi asciutti possono richiedere una strategia diversa da quella suggerita dal solo totale annuale.
Vanno inoltre previsti volume morto, spazio per sedimenti, troppo pieno e, quando necessario, integrazione controllata con altra fonte senza collegamenti che possano contaminare la rete potabile.
Qualità e trattamento
Filtrazione e sedimentazione sono comuni; disinfezione o ulteriori barriere possono essere necessarie per usi con maggiore possibilità di contatto. Il trattamento deve essere scelto dopo aver considerato superficie, tempo di accumulo, temperatura e destinazione. L'acqua non va considerata potabile in assenza di un percorso specifico conforme alle regole dell'acqua destinata al consumo umano.
Manutenzione
Un sistema trascurato può accumulare sedimenti, sviluppare odori o perdere efficienza. Il piano deve comprendere pulizia di gronde e filtri, controllo del serbatoio, verifica di pompa e troppo pieno, protezione antiriflusso e ispezione della rete separata.
Per valutare raccolta, trattamento e integrazione con altri sistemi è possibile consultare gli impianti per il trattamento delle acque o contattare Dorabaltea.
