Il lagunaggio tratta le acque reflue in bacini nei quali processi fisici, biologici e naturali agiscono durante un tempo di permanenza controllato. Sedimentazione, attività microbica, ossigenazione superficiale e interazioni con alghe e luce possono contribuire alla riduzione del carico.
Principali configurazioni
- lagune anaerobiche, usate per carichi elevati e processi in assenza di ossigeno libero;
- lagune facoltative, con zone aerobiche e anaerobiche;
- lagune aerate, nelle quali sistemi meccanici forniscono ossigeno e miscelazione;
- lagune di maturazione, destinate all'affinamento dell'effluente.
Vantaggi e condizioni favorevoli
Il processo può essere semplice da gestire e tollerare alcune variazioni di carico, ma richiede superfici adeguate. Clima, vento, temperatura, evaporazione, caratteristiche del terreno e distanza dai ricettori influenzano il progetto.
Limiti da valutare
Prestazioni e tempi di trattamento possono variare stagionalmente. Occorre controllare rischio di cortocircuiti idraulici, accumulo dei sedimenti, odori, insetti, sicurezza delle sponde e qualità dell'effluente. L'impermeabilizzazione deve essere definita in base a suolo, falda e autorizzazione.
Confronto con altri processi biologici
Rispetto ai fanghi attivi, il lagunaggio occupa normalmente più spazio e offre un controllo di processo diverso; può però richiedere apparecchiature meno complesse nelle configurazioni naturali. Non coincide con la fitodepurazione, che utilizza letti e vegetazione progettati secondo altri criteri.
